IL CIRCOLO
STATO E LIBERTÀ

 

Una lettera del Presidente Giulio Andreotti

 

 

Pubblicazioni del Circolo

Il Manifesto per la Libertà

Per ulteriori informazioni

 

Il Circolo Stato e Libertà – formato a Roma nel gennaio 1976 con la partecipazione in fraterna collaborazione di cattolici e laici – promosse e lanciò prima delle elezioni del 20 giugno 1976 il Manifesto per la libertà.

Nel gennaio 1977, approvò e diffuse una dichiarazione programmatica, dal titolo Un programma per la libertà.

Tenne a Roma, nel maggio 1977, il suo primo Convegno nazionale, presieduto da Manlio Brosio, sul tema Libertà costituzionali e società italiana negli anni ’70.

Relatori generali furono Aldo Garosci e Guido Gonella.

Il testo della loro relazione e l’eco del Convegno nella stampa furono pubblicati in due quaderni a cura del Circolo, assieme ad altre pubblicazioni.

Stato e Libertà intendeva contribuire a ristabilire un clima di fiducia nelle istituzioni e a trasformare la tendenza critica di quel tempo in tendenza a costruire.

Il Circolo si proponeva di concorrervi con il dibattere e formulare programmi adeguati, ispirati alla difesa della libertà – di cui potesse giovarsi anche la classe politica – e con l’impegnare i suoi soci a sostenerli, secondo coscienza, nei discorsi, negli scritti, nella stampa alla quale collaboravano, nei partiti o gruppi cui aderivano.

L’attività del Circolo s’imperniò sulla difesa della libertà, mediante la ricostruzione di una più salda democrazia.

Stato e Libertà voleva approfondire alcuni punti programmatici, ritenuti essenziali per la difesa della libertà e per il consolidamento dello Stato democratico: la struttura dei partiti ed il loro finanziamento; l’autonomia ed il ruolo dei sindacati; i problemi connessi alla libertà di informazione (stampa, editoria, RAI-TV); la politicizzazione della magistratura e della polizia; la grave situazione della scuola, dell’università e, in genere, della cultura, ecc.

Il Circolo Stato e Libertà, indicò – attraverso convegni, gruppi di studio e di informazione, comunicazioni scritte, conferenze stampa, notiziari — linee per impostare e approfondire, nelle sedi più confacenti, un dibattito allora non più rinviabile in tutta la sua drammaticità, come testimoniarono gli eventi successivi al 1976.Su

 

Pubblicazioni del Circolo

Un manifesto per la libertà. Testo e firmatari;

Un programma per la libertà. Dichiarazione programmatica di Stato e Libertà;

Libertà costituzionali e società italiana negli anni ’70. Relazione generale di Aldo Garosci e Guido Gonella al 1° Convegno nazionale di Stato e Libertà;

Libertà costituzionali e società italiana negli anni ’70. L’eco nella stampa;

Achille Albonetti, Un manifesto per la libertà. Cronaca ed echi di un’iniziativa controcorrente;

Discorso di Henry A. Kissinger. Conferenza: l’Italia e l’eurocomunismo. Washington, D.C., 9 giugno 1977;

Achille Albonetti, Gli Stati Uniti, l’Italia e l’eurocomunismo. Echi del Convegno di Washington, 7-9 giugno 1977;

Achille Albonetti, Gli Stati Uniti e il PCI. Da Kissinger a Carter;

Solgenitsin e l’Occidente. Il discorso di Harvard e l’eco nella stampa;

I contenuti della libertà. Relazioni al 2° Convegno nazionale di Stato e Libertà;

Domenico Ravaioli, Un programma per la DC;

AA.VV., Il PCI e il centralismo democratico;

AA.VV., Politica e giustizia.


Collana documenti per un programma

La DC e il PCI, Scritti di: De Gasperi, Fanfani, Forlani, Gonella, Moro, Piccioni, Piccoli, Rumor, Zaccagnini,

II finanziamento dei partiti. Documentazione;

II finanziamento del PCI. Documentazione;

II finanziamento dei sindacati. Documentazione.

 

Collana Cattolici e laici per la libertà

Scritti di:

Achille Albonetti
Domenico Fisichella
Vittorio E. Alfieri
Raffaello Franchini
Rosario Assunto
Aldo Garosci
Nino Badano
Guido Gonella
Domenico Bartoli
Enzo Bettiza
Federico Orlando
Sergio Cotta
Domenico Ravaioli
Augusto Del Noce
Franco Rizzo
Elio Fazzalari
Rosario Romeo

Su

 

Il Manifesto per la Libertà (29 maggio 1976)
Prima diffusione
Promotori
Testo
I 52 firmatari
Gli aderenti

Introduzione di Achille Albonetti

L’eco del Manifesto per la libertà, lanciato alla vigilia delle elezioni del 20 giugno 1976, fu superiore ad ogni previsione. Evidentemente l’iniziativa interpretò un’esigenza diffusa e profondamente sentita.

Si suole indicare nelle elezioni regionali del 15 giugno 1975 la data di partenza di un’affermazione comunista sempre più difficile da contenere. Ma basta scavare nel passato per rendersi conto che la marcia in avanti del PCI iniziò molto prima con uno sviluppo costante e progressivo nel settore dei contenuti prima che in quello del voto.

Ci fu, innanzitutto, la riconquista dell’unità sindacale, realizzata dal PCI ai suoi fini politici senza che sindacati e partiti democratici avessero nulla da eccepire. Anzi!

Poi c’è stato il voltafaccia di tanta parte della grande stampa, passata al servizio del PCI per il tramite dei poligrafici, delle assemblee e dei comitati di redazione. Ci sono state le note infiltrazioni comuniste nell’editoria, nella scuola e nell’Università. Idem nella Magistratura. E c’è stata, infine, più equivoca e pericolosa di ogni altra “novità”, la trasformazione delle assemblee in organi anche esecutivi.

Il 15 giugno 1975 segnò, invece, il punto di partenza per nuove conquiste comuniste sul piano delle Amministrazioni regionali, provinciali e comunali; tanto più rischiose ai fini della causa della libertà, quanto più si collegavano al grado di predominio del PCI nei settori di cui si è parlato.

Su 94 Comuni capoluoghi di provincia, 39 furono amministrati da maggioranze che includevano il PCI. Tra questi, Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova, Firenze, Napoli. Su 94 Amministrazioni provinciali, ben 47 hanno maggioranze che comprendono il PCI.

Le Regioni amministrate con Giunte che includevano il PCI erano 6 su 20 (Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana, Lazio e Umbria). Ma in molte altre, così come in parecchi altri Comuni capoluoghi e Amministrazioni provinciali, le Giunte di centrosinistra captarono la benevola astensione o anche il voto favorevole del PCI, grazie all’accordo sul programma e alla cosiddetta “intesa istituzionale” (spartizione di posti nelle assemblee legislative e negli enti locali: comprensori, ospedali, enti turistici, ecc.).

Dopo le elezioni politiche del 20 giugno 1976, si aprirono al PCI anche le istituzioni a livello legislativo nazionale, con l’avallo della DC e dei partiti democratici. Mancava per il successo della strategia comunista il solo ingresso del PCI nel Governo.

Questa gravissima situazione – resa possibile anche dai progressivi cedimenti dei partiti democratici – sottolineò l’importanza e l’urgenza di tenere unite quelle forze di tradizione cattolica e laica, che erano decise a battersi contro il totalitarismo comunista. E contro ogni altro, si capisce.

Le condizioni per affrontare questa lotta con speranza di successo, malgrado tante legittime perplessità, c’erano. A tale fine era diretto il Manifesto per la libertà, ai cui propositi, come è noto, la Storia dette il suo avallo.Su

 

Il Manifesto per la Libertà (29 maggio 1976)

Il testo del Manifesto diffuso il 29 maggio 1976 fu pubblicato integralmente domenica 30 maggio 1976 su “il Giornale” di Milano, “La Nazione” di Firenze e “II Tempo” di Roma.
Esso, per intero, apparve anche su “L’Osservatore Romano” (31 maggio 1976), dal quotidiano del PSDI “l’Umanità” ( 7 giugno 1976), dal settimanale “Gente” (14 giugno 1976) e dal quindicinale “L’Europa” (14-28 giugno 1976).
Una sintesi del Manifesto fu pubblicata, egualmente domenica 30 maggio, da vari altri quotidiani, tra cui “II Giorno”, “Corriere della Sera”, “II Popolo”, “La Voce Repubblicana”, “l’Umanità”, “il Resto del Carlino”, “Roma”, “la Repubblica”, ecc. (per la storia del Manifesto e gli echi sulla stampa, v. a cura di Achille Albonetti, Un manifesto per la libertà, Fratelli Lega editori, Faenza, 1977, 2ª ed.).
Su

Il Manifesto ebbe quattordici promotori: Achille Albonetti, Giuseppe Alessi, Domenico Bartoli, Manlio Brosio, Antonio Calvi, Sergio Cotta, Augusto Del Noce, Aldo Garosci, Guido Gonella, Antonio La Pergola, Angelo Magliano, Bruno Molajoli, Domenico Ravaioli, Rosario Romeo.Su

 

TESTO (redatto da Aldo Garosci)

Le elezioni del 20 giugno sono le più drammatiche alle quali gli italiani siano stati chiamati dai giorni ormai lontani della restituzione di liberi ordinamenti.

Mai, da allora, si erano tenuti comizi elettorali con una grave inflazione in atto; mai vi era stata tanta incertezza sulle formule politiche che potrebbero prevalere all’indomani delle elezioni.

Le altre consultazioni della Repubblica ci appaiono, in confronto, come contingenti divergenze per uno spostamento nell’una o nell’altra direzione degli indirizzi di governo, non come una scelta che può rivelarsi definitiva.

La drammaticità della scelta di fondo è aggravata, e fino ad un certo punto provocata, dal contegno di cittadini particolarmente responsabili verso la pubblica opinione – intellettuali e letterati, editori e giornalisti, uomini della cultura e della scuola – che sacrificano agli impulsi della moda corrente.

Essi promuovono esperimenti di nuovi modi di governare e di produrre, dei quali i non scarsi esempi avuti sinora si sono risolti in nuovi modi di non governare e di non produrre.

Non passa giorno senza che uomini, i quali hanno fatto in passato professione di correttezza e di equilibrio e che hanno assunto spesso la veste di difensori dell’opinione disarmata del singolo nei confronti del pubblico potere, ci invitino a passare il Rubicone della Democrazia.

Dovremmo, seguendo il loro esempio, rompere, non con un solo partito, bensì, a mano a mano, con tutti i partiti che si sono sempre mantenuti fedeli al sistema delle garanzie democratiche, delle libertà individuali, del metodo parlamentare, per scegliere un campo diverso e opposto.

Coscienti di aver dato in passato e di dare, tuttora, un contributo alla cultura italiana; coscienti di avere partecipato, molti di noi, alla lotta durissima, ma necessaria, per recuperare all’Italia la sua libertà, e di non esserci disinteressati mai nel trentennio democratico della sua crescita civile (dentro e fuori dei partiti, nella pubblicistica e nell’opera individuale, a seconda delle vocazioni di ciascuno), noi sentiamo il dovere di mettere in guardia contro questa capitolazione dinanzi alle mode del giorno.

Questa capitolazione si risolve nel rinnegamento, non già di quelle che possono essere state le carenze della nostra società e del nostro Stato, ma delle stesse condizioni della vita democratica.

Il quadro, che ci viene presentato da questi convertiti, non è, malgrado le etichette di cui si adornano, né razionale né coerente.

Esso si risolve, in sostanza, nella duplice affermazione che il Partito Comunista, sul cui avvento al potere nell’una o nell’altra forma essi contano, è un partito pienamente democratico e che nel tempo stesso è qualche cosa di diverso, di più e di meglio di un partito democratico, capace di mettere ordine dove gli altri hanno messo disordine.

Per provare che si tratta di un partito democratico, si argomenta che il partito ha più volte formulato riserve nei confronti di determinati atti dell’Unione Sovietica o degli Stati satelliti, che si è fatto sostenitore di una via italiana al socialismo, che per trent’anni ha vissuto nell’ambito delle leggi della Repubblica.

Ma nessuno dei suoi capi, dei suoi apologeti, dei suoi compagni di strada ammetterebbe che Lenin distrusse ogni possibilità di democrazia in Russia quando disperse la Costituente, dopo che il popolo aveva messo in minoranza democraticamente i bolscevichi.

Nessuno di loro può smentire che già nel 1946 e nel 1948 il Partito Comunista affermava, come ora, la sua piena democraticità, la sua volontà di collaborare con gli altri partiti alla realizzazione concorde di una democrazia italiana, mentre i suoi stessi dirigenti riconoscono, oggi, che esso era allora pienamente diretto in conformità del dogma staliniano, a cui ora più non credono.

Nessuno può smentire che, nel suo costante operare nella vita politica italiana, il Partito Comunista propone, e dove ha raggiunto l’egemonia attua, una “unità” che subordina all’indirizzo del partito ogni reale diversità di tendenze; mentre nel suo ordinamento interno esclude quei dissidenti che entrino in conflitto, anche temporaneo, con la linea del partito.

Sulla democraticità del Partito Comunista, ovviamente non giudicabile al di fuori della sua sfera di potere, non basta domandare la sua opinione. Bisogna interrogare il suo comportamento.

Ma è poi vero che – all’infuori di questa sua pretesa all’egemonia – il Partito Comunista contribuisca all’odierna vita democratica là dove gli altri non riescono? Che metta ordine dove gli altri non lo mettono? Che amministri onestamente là dove gli altri dilapidano?

Non a uno solo dei mali da cui oggi è travagliata la compagine sociale e politica del nostro Paese, il Partito Comunista può dirsi estraneo.

Non alla sistematica violazione delle leggi, particolarmente di quelle destinate a rendere possibile la collaborazione sociale e civile.

Blocchi stradali e ferroviari, atti d’imperio sui luoghi del lavoro, contestazioni metodiche degli ordinamenti legali, votati dai parlamenti italiani ma considerati comunque fascisti, sono stati costantemente praticati, esaltati come legittima difesa antiautoritaria.

Non alla formazione di poteri illegali e irresponsabili e al trasferimento ad organi di parte – si chiamino comitati antifascisti o servizi d’ordine sindacale – di quelle prerogative di difesa della legge che lo Stato, da essi o dai loro non casuali alleati cento volte sfidato, non sembra in grado di assicurare.

Non alla pretestuosa difesa della Costituzione, per decenni proclamata incompiuta e ora ritenuta interamente attuata, anche se l’intero ordinamento sindacale in essa previsto contrasta con la prassi del dominio comunista.

Non alla strumentale tutela della libertà di opinione, reclamata a gran voce contro qualsiasi censura statale, ma metodicamente violata nelle case editrici e nelle redazioni non appena il partito vi abbia conseguito l’egemonia.

La verità è proprio il contrario di ciò che è sostenuto da questi compiacenti uomini di cultura, compagni di strada: cioè che il Partito Comunista resta nella democrazia, perché e finché vige il sistema in cui ancora non ha conseguito l’egemonia.

Perciò, noi voteremo per partiti diversi, ma in nessun caso “fuori del sistema”, che poi vuol dire “fuori della democrazia”. Non voteremo per sperimentare questo “nuovo modo di governare”, al di là del quale potrebbero non essercene più altri.

Nel tempo stesso, nelle nostre scelte, per la parte che spetta all’elettore come per quella che spetta al pubblicista, cercheremo di correggere le incertezze che hanno gettato un’ombra sul prestigio del sistema democratico.

Disordine e corruzione vanno combattuti con la giustizia e la legalità, e la Costituzione deve essere difesa con l’osservanza positiva e non puramente negativa di essa. Daremo un voto nella libertà, perché questa libertà continui e se ne correggano gli errori e le debolezze.

Noi confidiamo che questo sentirci uniti nel richiamo alla libertà valga anche ad attenuare quei contrasti di indirizzo, che sono normalmente accettabili nella prassi quotidiana della democrazia e sui quali si fondano legittimamente i vari partiti. Ci auguriamo, inoltre, che questa nostra ferma decisione possa servire a mantenere viva in essi o a richiamare più vivamente la coscienza dei valori che insieme difendono.

Insieme li difendono partiti e uomini di tradizione laica, e non meno partiti e uomini di tradizione cristiana; perché figli tutti di questa libertà, che il nostro Paese, con errori e ricadute, subendo tirannidi e combattendole, ha mantenuto seguendo il filo degli ideali risorgimentali, per continuare a esser parte dell’Europa, inseparabile dalla libertà come dalla stessa esistenza nazionale del nostro Paese.

La libertà non si esaurisce certo nell’uso della scheda, e crediamo di averlo testimoniato con i fatti; ma la scheda, deposta secondo coscienza e ragione, può essere la premessa della sua continuità nel tempo e nella società.

Roma, 29 maggio 1976Su

 

I 52 firmatari

Prof. Nicola Abbagnano, ordinario f.r. di storia della filosofia, Università di Torino

Dott. Achille Albonetti, Direttore Centrale delle Relazioni Esterne, Comitato Nazionale per l’ Energia Nucleare (CNEN), Governatore italiano dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) delle Nazioni Unite

On. Giuseppe Alessi, ex Senatore, ex Deputato, ex Presidente della Regione Siciliana

Prof. Giuseppe Are, straordinario di storia, Università di Pisa

Prof. Girolamo Arnaldi, ordinario di storia medioevale, Università di Roma

Prof. Rosario Assunto, ordinario di estetica, Università di Urbino

Dott. Domenico Bartoli, direttore de “La Nazione”

On. Luigi Barzini, ex Deputato

Sen. Amb. Manlio Brosio, ex Ministro, ex Ambasciatore, ex Segretario Generale della NATO, ex Senatore

Prof. Vincenzo Caglioti, ex Presidente del CNR, ordinario di chimica, Università di Roma

Dott. Antonio Calvi, giornalista, analista politico

Prof. Giovanni Cassandro, ordinario di storia del diritto italiano, Università di Roma, ex Giudice costituzionale

On. Leone Cattani, ex Deputato, ex Ministro dei Lavori Pubblici

On. Francesco Compagna, ex Sottosegretario di Stato, Deputato al Parlamento, direttore rivista “Nord e Sud”, ordinario di geografia politica ed economica, Università di Napoli

Prof. Raffaello Cortesini, ordinario di chirurgia sperimentale, Università di Roma

Prof. Sergio Cotta, ordinario di filosofia del diritto, Università di Roma

Prof. Mario D’Addio, ordinario di storia delle dottrine politiche, Università di Roma

Prof. Renzo De Felice, ordinario di storia contemporanea, Università di Roma

Prof. Augusto Del Noce, ordinario di storia delle dottrine politiche, Università di Roma

Sen. Prof. Alessandro Faedo, ordinario di fisica, Università di Pisa, ex Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

Prof. Elio Fazzalari, ordinario di diritto processuale civile, Università di Roma

Prof. Domenico Fisichella, ordinario della dottrina dello Stato, Università di Firenze

Prof. Raffaello Franchini, ordinario di logica, Università di Napoli

Prof. Aldo Garosci, ordinario di storia contemporanea, Università di Roma

Prof. Alberto Maria Ghisalberti, Presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, Direttore del Dizionario Biografico degli Italiani

Prof. Pietro Gismondi, ordinario di diritto ecclesiastico, Università di Roma, Vice Presidente del Consiglio Superiore, Ministero della Pubblica Istruzione

Sen. Guido Gonella, ex Ministro della Pubblica Istruzione e della Giustizia, ex Deputato, ex Segretario politico della DC

Prof. Antonio La Pergola, ordinario di diritto pubblico generale, Università di Roma

Dott. Manlio Lupinacci, scrittore liberale

Dott. Guido Macera, scrittore e giornalista

Dott. Angelo Magliano, direttore del periodico “L’Europa”

Prof. Vittorio Mathieu, ordinario di filosofia, Università di Torino

Prof. Nicola Matteucci, ordinario di filosofia morale, Università di Bologna

Prof. Manlio Mazziotti, ordinario di diritto costituzionale, Università di Roma

Prof. Renato Mieli, scrittore e giornalista, Direttore Centro Studi e Ricerche sui problemi economico-sociali, Milano

Prof. Bruno Molajoli, ex Direttore Generale delle Belle Arti, Segretario Generale dell’Istituto Accademico di Roma

Prof. Raffaello Morghen, ordinario f.r. di storia medioevale, Università di Roma, Presidente Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Roma

Prof. Rodolfo Mosca, ordinario di storia dei trattati, Università di Firenze

Prof. Ruggero Moscati, ordinario di storia moderna, Università di Roma

Prof. Carlo Pace, ordinario di economia politica, Università di Roma

Prof. Pietro Prini, ordinario di storia della filosofia, Università di Roma

Prof. Luigi Prosdocimi, ordinario di storia del diritto italiano. Università Cattolica, Milano

Prof. Giorgio Radetti, ordinario di storia della filosofia medioevale, Università di Roma

Prof. Luigi Radicati, ordinario di fisica teorica, Scuola Normale Superiore, Pisa

Avv. Domenico Ravaioli, direttore di “Nuova D.C.”, membro del CNEL, ex Vice Segretario politico della DC

Prof. Sergio Ricossa, ordinario di economia politica, Università di Torino

Prof. Rosario Romeo, ordinario di storia moderna, Università di Roma

Prof. Giovanni Sartori, ordinario di scienze politiche, Università di Firenze

Prof. Domenico Settembrini, ordinario di storia del movimento operaio, Università di Pisa

Prof. Egidio Tosato, Preside della Facoltà di scienze politiche, Università di Roma

Prof. Paolo Ungari, ordinario di storia del diritto, Università di Padova

Prof. Franco Valsecchi, ordinario f.r. di storia moderna, Università di Roma.Su

 

Gli aderenti

Prof. Mario Abrate, straordinario di storia economica nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Torino

Prof. Silvio Accame, ordinario di storia greca nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Roma

Prof. Lorenzo Acquarone, preside della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Genova

Prof. Vittorio Enzo Alfieri, ordinario di storia della filosofia all’Università di Pavia

Prof. Paolo Alghisi, ordinario di fisiopatologia vegetale nella facoltà di agraria dell’Università di Padova

Prof. Carlo Angolino, incaricato di filosofìa della religione nella facoltà di lette.it re dell’Università di Genova

Prof. Aldo Aranguru, straordinario di diritto del lavoro nell’Università di Perugia

Prof. Giorgio Ardau, ordinario di diritto del lavoro nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Cagliari

Prof. Aldo Attardi, ordinario di diritto processuale civile nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Augusto Azzaroli, ordinario di paleontologia nella facoltà di scienze dell’Università di Firenze

Dott. Nino Badano, giornalista. Roma

Prof. Tullio Bagiotti, ordinario di economia politica nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Francesco Barone, ordinario di filosofia teoretica nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa

Prof. Armando Bartulli, ordinario di diritto penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Genova

Prof. Pietro Benvenuti, ordinario di meccanica razionale nella facoltà di ingegneria dell’Università di Roma

Prof. Giovanni M. Bertini, ordinario di lingua e letteratura spagnola nella facoltà di magistero dell’Università di Torino

Prof. Giuseppe Bettiol, ordinario di diritto penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Giuseppe Bianchetti, ordinario di chimica organica nella facoltà di farmacia dell’Università di Milano

Prof. Aurelio Bobbio, ordinario di lingua e letteratura italiana nella facoltà di magistero dell’ Università di Roma

Prof. Adriano Bompiani, ordinario di clinica ostetrica e ginecologica nella Università Cattolica di Roma

Prof. Giuliano Bonfante, ordinario di glottologia all’Università di Torino

Prof. Mario Bonsembiante, ordinario di zootecnia generale nella facoltà di agraria dell’Università di Padova

Prof. Piero Bordoni, ordinario di meccanica razionale nella facoltà di ingegneria dell’Università di Roma

Prof. Marco Boscarelli, ordinario di diritto penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Modena

Prof. Vittore Branca, ordinario di letteratura italiana nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Padova

Prof. Silvano Bresadola, straordinario di chimica generale e inorganica nella facoltà di scienze dell’Università di Trieste

Raffaello Brignetti, scrittore, Roma

Prof. Remo Cacciafesta, preside della facoltà di economia e commercio dell’Università di Roma

Prof. Giovanni Giulio Calapaj, straordinario di statistica medica nella facoltà di medicina dell’Università di Padova

Prof. Luigi Candida, ordinario di geografia nella facoltà di lingue dell’Università di Venezia

Prof. Eugenio Cannada Bartoli, ordinario di giustizia amministrativa nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma

Prof. Pompeo Capella, straordinario di tecnologia degli oli grassi e derivati nella facoltà di agraria dell’Università di Bologna

Prof. Pier Giovanni Caron, ordinario di storia dei rapporti fra Stato e Chiesa nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Trieste

Prof. Luigi Carraro, ordinario di istituzioni di diritto privato nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Giorgio Cansacchi di Amelia, ordinario f.r. di diritto internazionale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino

Prof. Paolo Emilio Cassandro, ordinario di ragioneria nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Roma

Prof. Mario A. Cattaneo, ordinario di filosofia del diritto all’Università di Ferrara

Prof. Adriano Cavanna, straordinario di storia del diritto italiano nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Ruggero Ceppellini, ordinario f.r. di genetica nella facoltà di medicina dell’Università di Torino e docente di genetica all’Università di Losanna

Prof. Manlio Ciardo, filosofia della storia, facoltà di lettere e filosofia, nell’Università di Bologna

Prof. Luigi Ciarrocchi, docente di clinica dermosifilopatica a Roma

Prof. Pio Ciprotti, ordinario di diritto ecclesiastico nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Roma

Prof. Cesare Codegone, ordinario f.r. di fisica tecnica nel Politecnico di Torino

Prof. Bernardo Colombo, ordinario di demografia nella facoltà di scienze statistiche dell’Università di Padova

Prof. Angelo Conti, ordinario di patologia speciale chirurgica nella facoltà di medicina dell’Università di Modena

Prof. Costanza Costantino, libero docente incaricato di scienza delle finanze e diritto finanziario nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Torino

Prof. Alberto Crespi, ordinario di procedura penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano

Prof. Fulvio Crosara, ordinario di storia del diritto italiano nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino

Prof. Agostino Curti Gialdino, ordinario di diritto internazionale nell’Università di Perugia

Prof. Paolo Daffinà, straordinario di storia dell’Asia centrale dell’Università di Roma

Prof. Gian Giacomo Dal Forno, pittore in Milano

Prof. Nicolo Dalla Porta, ordinario di astrofisica teorica nella facoltà di scienze dell’Università di Padova

Prof. Arturo Dalmartello, ordinario di diritto commerciale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano

Prof. Giambattista Dal Piaz, ordinario f.r. di geologia nella facoltà di scienze dell’Università di Padova

Prof. Rita D’Avino, straordinario di glottologia dell’ Università di Roma

Prof. Adriano De Cupis, ordinario di diritto privato nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Roma

Prof. Ennio De Giorgi, ordinario di analisi algebrica e infinitesimale alla Scuola normale superiore di Pisa

Prof. Camillo Dejak, ordinario di chimica fisica nella facoltà di chimica industriale dell’Università di Venezia

Prof. Leo Del Bufalo, ordinario di architettura tecnica nella facoltà di ingegneria dell’Università dell’Aquila

Prof. Giovanni Dell’Acqua, già preside nella facoltà di medicina dell’Università Cattolica di Roma

Prof. Mario Del Treppo, ordinario di storia medioevale nella facoltà di lettere dell’Università di Napoli

Prof. Rodolfo De Mattei, accademico dei Lincei, ordinario f.r. di storia delle dottrine politiche nella facoltà di scienze politiche dell’ Università di Roma

Antonietta Drago, scrittrice, Roma

Prof. Antonio Eula, emerito di aerodinamica nella Scuola di ingegneria aerospaziale di Roma

Prof. Gaetano Falzone, straordinario di storia del Risorgimento nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Palermo

Prof. Gaetano Ferro, preside della facoltà di magistero nell’Università di Genova

Prof. Ottone Ferro, ordinario di economia e politica agraria nella facoltà di agraria dell’Università di Padova

Prof. Alberto Fidanza, preside della facoltà di farmacia dell’Università di Roma

Prof. Ubaldo Filotto, ordinario di anatomia e fisiologia degli animali domestici nella facoltà di agraria dell’ Università di Padova

Dott. Alberto Foschini, presidente aggiunto on. della Corte di Cassazione, Napoli

Loredana Franceschini, concertista

Prof. Ombretta Fumagalli Carulli, ordinario di diritto canonico nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Ferrara

Prof. Renato Galli, ordinario di economia politica nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Trieste

Prof. Filippo Gallo, ordinario di diritto romano nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Torino

Prof. Augusto Gamba, ordinario di fìsica superiore nella facoltà di scienze dell’Università di Genova

Prof. Giampaolo Gambaretto, straordinario di chimica applicata nella facoltà di ingegneria dell’Università di Padova

Prof. Leopoldo Gamberini, titolare di storia della musica, nella facoltà di lettere dell’Università di Genova

Prof. Carlo Alberto Ghillini, ordinario di patologia generale nella facoltà di agraria dell’Università di Padova

Prof. Carlo Ghisalberti, ordinario di storia del diritto italiano dell’Università di Roma

Prof. Orio Giacchi, ordinario di diritto canonico nella facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano

Prof. Renato Giovannozzi, ordinario di costruzione di macchine nel Politecnico di Torino

Prof. Carlo Goria, ordinario di chimica generale applicata nella facoltà di architettura del Politecnico di Torino

Dott. Antonio Greco, presidente dell’Associazione italiana medici omeopatici

Prof. Guglielmo Gualdi, incaricato di radiologia dell’Università di Roma

Prof. Giuseppe Guarneri, ordinario di diritto penale, facoltà di giurisprudenza dell’Università di Parma

Prof. Francesco Gullo, ordinario di diritto pubblico generale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Natalino Irti, ordinario di istituzioni di diritto privato nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma

Dott. Sofia Lonza, segretaria generale dell’Associazione Italiana Giuristi

Prof. Mario Longo, ordinario di istituzioni di diritto pubblico nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Torino

Prof. Antonio Maddalena, ordinario di letteratura greca nella facoltà di lettere dell’Università di Torino

Prof. Tommaso Maggiora Vergaro, lib. doc. di clinica ostetrica, primario ostetrico-ginecologico nell’Ospedale di Colleferro

Prof. Lino Marchesini, straordinario di chimica industriale nella facoltà di ingegneria dell’Università di Padova

Prof. Valerio Mariani, ordinario di storia dell’arte dell’Università di Napoli

Prof. Giuliano Marini, ordinario di filosofìa della politica nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Pisa

Prof. Antonio Marino, ordinario di analisi matematica nella facoltà di ingegneria dell’Università di Pisa

Generale di C.A. Mario Martorelli

Dott. Mario Matteucci, presidente onorario di sezione del Consiglio di Stato

Prof. Tommaso Mauro, ordinario di diritto ecclesiastico nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia

Prof. Leopoldo Mazzarolli, ordinario di diritto amministrativo nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Dott. Pasquale Mazziotti, presidente di sezione della Corte dei Conti

Prof. Luigi Mengoni, ordinario di diritto civile nella facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano

Dott. Bernardo Merlo, presidente aggiunto onorario della Suprema Corte di Cassazione

Prof. Alfredo Molari, ordinario di procedura penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Carlo Guido Mor, ordinario f.r. di storia del diritto italiano nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Emilia Morelli, ordinario di storia del Risorgimento nell’Università di Roma

Prof. Edmondo Morgantini, straordinario di geometria analitica nella facoltà di scienze dell’Università di Padova

Prof. Giacomo Morpurgo, ordinario di struttura della materia nella facoltà di scienza dell’Università di Genova

Prof. Giuseppe Olivero, ordinario di diritto ecclesiastico nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino

Prof. Antonio Padoa Schioppa, ordinario di storia del diritto italiano nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia

Prof. Arturo Paganelli, straordinario di botanica nella facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali dell’ Università di Padova

Prof. Umberto Pallotta, ordinario di industrie agrarie nella facoltà di agraria dell’Università di Bologna

Prof. Gaetano Panizzon, straordinario di controllo statistico della qualità, nella facoltà di scienze statistiche dell’Università di Padova

Prof. Ettore Paratore, ordinario di letteratura latina nella facoltà di lettere dell’ Università di Roma

Prof. Marcello Paribeni, ordinario di fisica tecnica nell’Università di Roma

Prof. Riccardo Passerini, ordinario di chimica industriale nella facoltà di chimica industriale dell’Università di Venezia

Prof. Massimiliano Pavan, ordinario di storia romana nella facoltà di magistero dell’ Università di Roma

Prof. Arnaldo Peloso, libero docente in chimica generale ed inorganica nella facoltà di scienze dell’Università di Padova

Prof. Giorgio Petrocchi, preside della facoltà di magistero dell’Università di Roma

Prof. Giovanni Piacentini, primario negli Ospedale Riuniti di Roma

Prof. Vittorino Pietrobon, ordinario di istituzioni di diritto privato nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova

Prof. Giovambattista Pighi, emerito di letteratura latina nella facoltà di lettere dell’Università di Bologna

Prof. Andrea Piola, ordinario di diritto ecclesiastico nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Genova

Prof. Pier Luigi Pisani, ordinario di coltivazioni erboree nella facoltà di agraria dell’Università di Padova

Prof. Luigi Polacco, ordinario di archeologia e storia dell’arte greca e romana nella facoltà di lettere dell’Università di Padova

Prof. Mario Portigliatti-Barbos, ordinario di medicina legale nella facoltà di medicina dell’Università di Torino

Prof. Giovanni Prodi, ordinario di analisi matematica nella facoltà di scienze dell’Univeristà di Pisa

Prof. Giuseppe Provera, ordinario di diritto romano nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino

Prof. Mario Puppo, ordinario di lingua e letteratura italiana nella facoltà di magistero dell’Università di Genova

Prof. Antonio Ouacquarelli, ordinario di letteratura cristiana antica nella facoltà di magistero dell’Università di Roma

Prof. Mario Romano, ordinario di diritto penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia

Prof. Leonida Rosino, ordinario di astronomia nella facoltà di scienze dell’Università di Padova

Prof. Arturo Ruol, ordinario di patologia medica nella facoltà di medicina dell’Università di Padova

Prof. Armando Saitta, ordinario di storia moderna nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Roma

Prof. Guido Saraceni, ordinario di diritto ecclesiastico nell’Università di Napoli

Prof. Aldo Scotto, preside della facoltà di economia e commercio dell’Università di Genova

Prof. Giovanni Serlupi Crescendi, dirigente di ricerca presso i laboratori di chimica biologica dell’Istituto Superiore di Sanità

Prof. Paolo Silvestroni, ordinario di chimica nella facoltà di ingegneria dell’Università di Roma

Prof. Valente Simi, ordinario di diritto del lavoro nella facoltà di economia e commercio dell’Università di Roma

Prof. Franco Simone, ordinario di letteratura latina nell’Università di Torino

Prof. Giovanni Someda, ordinario f.r. di elettrotecnica nella facoltà di ingegneria dell’Università di Padova

Prof. Marta Sordi, ordinario di storia greca e romana nella facoltà di lettere dell’Università Cattolica di Milano

Dott. Luigi Spagnoletti, presidente onorario di sezione della Corte di Cassazione

Prof. Sergio Spagnolo, ordinario di analisi matematica nella facoltà di scienze dell’Università di Pisa

Prof. Lorenzo Spinelli, ordinario di diritto ecclesiastico nell’Università di Bologna

Prof. Federico Stella, ordinario di diritto penale nella facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano

Dott. Giulio Sterbini, architetto

Prof. Antonio Tonolo, direttore dei laboratori di chimica biologica dell’Istituto Superiore di Sanità

Prof. Enrico Tortonese, già direttore del Museo civico di storia naturale G. Doria di Genova

Prof. Piero Treves, ordinario di storia greca nella facoltà di lettere dell’Università di Venezia

Dott. Italico Libero Troja, consigliere di Corte d’appello presso il Tribunale di Siracusa

Prof. Alberto Vecchi, ordinario di storia del Cristianesimo nella facoltà di lettere dell’Università di Padova

Prof. Guido Vestuti, ordinario di storia del pensiero scientifico nell’Università Cattolica di Milano

Prof. Salvatore Villari, ordinario di istituzioni di diritto pubblico e di legislazione scolastica nella facoltà di magistero dell’Università di Roma

Ermanno Volpi, pittore, Milano

Prof. Vincenzo Zangara, ordinario f.r. di diritto costituzionale nella facoltà di scienze politiche dell’Università di Roma

Prof. Pietro Zerbi, ordinario di storia medioevale nella facoltà di lettere dell’Università Cattolica di Milano

Prof. Mario Zocca, già direttore dell’istituto di urbanistica della facoltà di architettura dell’Università di Napoli

Prof. Paolo Zolli, incaricato di dialettologia italiana nella facoltà di lingue dell’Università di Trieste.Su

 

Per coloro che sono interessati, sono ancora disponibili alcune pubblicazioni del Circolo Stato e Libertà; in particolare il volume di Achille Albonetti, Un manifesto per la libertà. Cronaca ed echi di un’iniziativa controcorrente. Per ulteriori informazioni, contattare: Dr. Achille Albonetti, Residenza: Via Riccardo Zandonai 11, 194 Roma, tel.: 06.3293660 – Studio: Via della Camilluccia 589/c, Olgiatella Seconda, 135 Roma; tel.: 06.36306635 – 06.36309310 – r.m.: 335.6873326. Su


Palazzo ove ha sede l’Istituto Accademico di Roma,
in cui fu discussso, approvato e lanciato il Manifesto per la libertà
Su

 

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Aggiornamento più recente: 20 novembre 2005

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